Perchè NoveMondi

Ho fatto il Liceo Classico. Ci sono stata mandata a viva forza, creatura, ero portata per il disegno. Lascio immaginare la fatica. E i voti. Il mio libro di greco era intonso; ma tutto attorno alla facciata, ai margini bianchi, tra l’ottativo e il duale, disegnavo castelli, duelli, cavalli e cavalieri, qualche astronave e una buona manciata di jedi. I piedi sotto il banco, la testa sul campo di battaglia, a combattere contro i goblin.
Dopo la maturità è arrivata la scherma antica, che ho praticato per molti anni; poi la rievocazione storica e la laurea in archeologia. Tutto poggiava i piedi sulla base della passione viscerale per il Medioevo, e l’amore incondizionato per Tolkien – ma, d’altra parte… –.

Ma quindi, perché Novemondi?
Negli ultimi anni sono venuta in contatto con l’enneagramma. Uno strumento che ho amato fin da subito, che mi ha fatta sentire per la prima volta “non strana” ma simile a una certa fetta di popolazione mondiale.
L’enneagramma è un sistema che studia i caratteri, i quali possono essere divisi in nove macro-tipi. La magia è che quando si studia il proprio in maniera approfondita – diffidare dai siti “faciloni” e rivolgetevi a professionisti – ci si riconosce, nella gran parte dei casi. Con sfumature, certo, ma in linea di massima è una piccola illuminazione.
Lo studio dell’enneagramma ha avuto per me alcune conseguenze positive. La prima: sapere che non sono sbagliata, nonostante le spade, i castelli, i libri e tutto il resto. La seconda: imparare a osservare gli altri senza giudizio, tentando almeno di accettare i loro spigoli, talvolta acuminati (e tuttalpiù, in casi di incompatibilità, a evitare la frequentazione, per non farsi male entrambi). La terza: osservare e non giudicare i personaggi dei romanzi che leggo, smascherando il talento eccezionale, dei grandi autori, di maneggiare l’enneagramma pur non avendolo mai di fatto conosciuto. La quarta: costruire i personaggi dei miei racconti prestando molta più attenzione alle mosse, alle reazioni, agli atteggiamenti, perché una parte dei lettori si potrà specchiare proprio in loro. Un aiuto davvero importante.

Il mondo reale è uno (basta e avanza). I mondi della fantasia, le terre e i continenti, i pianeti e le galassie-lontane-lontane sono infinitamente molti più di nove. Ma di certo non meno di nove: ogni carattere il proprio mondo, il proprio universo e le proprie costellazioni. E che bello sarebbe se tutti imparassimo a osservare e ad accettare, invece di giudicare o tentare di cambiare.